Vi metto in iscritto ciò che vi ho spiegato questa mattina.

Un mezzo molto importante per progredire e perfezionarci in tutti i campi sta nel modo con cui accogliamo le osservazioni altrui.

Di fronte a una critica o un rimprovero che ricevo, posso assumere una di queste due posizioni:

– O mi metto a difendere e scusare me stessa e le cose che ho fatto e come le ho fatte, sia esponendo le mie buone ragioni e spiegando la bontà del mio punto di vista e del mio modo di agire, sia criticando e rifiutando quel rimprovero o quella osservazione che mi fanno, e che in quel momento mi appaiono false od esagerate.

– Oppure senza fermarmi a difendere ed a scusare ciò che ho fatto, mi metto a sentire attentamente ciò che mi dicono, ciò che vogliono dire, anche se a prima vista mi appare offensivo e sbagliato o esagerato.

Cerco di capire bene la parte che io potevo far meglio senza stare a criticare ciò che c’è di esagerato nel loro rimprovero.

Non è possibile fare tutt’e due cose insieme, perché ci confonderemmo le idee e non comprenderemmo bene né l’una né l’altra.

-Non posso decidere di scegliere di volta in volta, ora l’una ora l’altra delle due posizioni, (ossia una volta pensare a difendere ed un’altra volta ad ascoltare) perché si diventerebbe indecisi e senza né idee chiare né carattere.

– Devo quindi decidermi a far sempre e decisamente quella scelta che il Signore da parte sua esige da me, e devo allenarmi a farla senza pensarci due volte, per formarmi una buona e forte abitudine.

– In pratica, come ci dobbiamo regolare?

Poiché l’inclinazione all’egoismo ed all’orgoglio è fortemente radicato in noi, è chiaro che per natura e per pratica ci troviamo assai più inclinati a scegliere la prima via, come succede troppo spesso.

Questa scelta però è sempre un grande errore ed un grande danno.

1° – Perché difendendo il proprio punto di vista, l’amor proprio e la propria stima, si finisce per rafforzare l’egoismo e l’orgoglio senza manco badarci troppo.

2° – Perché mentre cerchiamo gli argomenti che sono a nostra difesa e ci danno ragione, non abbiamo né tempo, né capacità di accorgerci di ciò che in noi c’è di difettoso, di qualche idea nostra sbagliata o poco esatta, di qualche buona ragione che c’è negli altri ma che a noi era sfuggita o non sapevamo, ecc. ecc …

Se non diamo sempre più importanza al parere degli altri, ci chiudiamo la strada ad ogni progresso, non impariamo mai a diventare più accorti ed esperti nelle più svariate faccende, restiamo sempre con gli stessi difetti e con le stesse brutte figure.

Che strana cosa è la superbia! Per ogni osservazione che mi rifiuto di accettare volentieri, mi preparo a cinquanta altre sciocchezze, che mi capiterà di fare quando meno ci penso e devo sciupar tempo, fiato e buona stima altrettante volte, perché ogni volta cercherò di difendere ciò che ho fatto e far  passare agli altri la voglia di darmi torto, per poter continuare a credere che son migliore di quanto pensano.

11 gennaio 1974

+ Alberico Semeraro