Villa Betania
Casa di preghiera per esercizi spirituali e ritiri per i membri dello stesso Istituto “Oblate di Nazareth”
“Villa Betania” è una amena villa ottocentesca, immersa nel verde a 6 km dal centro di Martina Franca, città natale di Mons. Semeraro, Fondatore delle Oblate di Nazareth. Era la residenza estiva della famiglia Semeraro, che il Fondatore ebbe in eredità dal padre, l’architetto Carmelo, in occasione della sua Ordinazione sacerdotale.

Villa Betania a Martina Franca.
Mons. Semeraro la mise a completa disposizione delle Oblate, intitolandola “Villa Betania”, per ricordare la città di Marta, Maria e Lazzaro ove Gesù puntualizzò che Maria, seduta ai suoi piedi per ascoltarlo, aveva scelto la “parte migliore” nei confronti di Marta, tutta presa dalle faccende di casa. Già dal 1958 venne adattata ad ospitare le Suore per gli Esercizi Spirituali o per periodi di riposo.

Oblate di Nazareth in preghiera a Villa Betania.
Il 3 aprile 1964 fu aperta come la quarta Casa religiosa delle Oblate. Da allora divenne la Casa del lavoro nascosto, della preghiera silenziosa, dell’umile richiesta di nuove vocazioni. In seguito divenne Casa del Noviziato, dell’Aspirandato, del Postulandato, ed infine Casa di preghiera per le Suore avanti negli anni. Oggi è anche Casa di accoglienza per sacerdoti e laici desiderosi di trascorrere momenti di silenzio e di preghiera. “Villa Betania” era il luogo tanto amato dal Fondatore dove trascorreva giorni di riposo e di meditazione, tra i ricordi della sua fanciullezza.
Questa è la Casa più amata anche da tutte le Oblate perché nella Cripta sottostante la Cappella riposano dal 26 maggio del 2000 le spoglie mortali del Fondatore.
La visione ultima, oltre la vita
Come il frutto dell’albero, anche la vita diventa dolcissima un attimo prima di iniziare ad appassire.
Mons. Alberico Semeraro, che ha guidato la Chiesa di Oria come Vescovo per 31 anni (1947/ 1978), e che ha fondato l’Istituto “Oblate di Nazareth” (1954), dal 27 maggio 2000 riposa nella cripta della Cappella di “Villa Betania”, in contrada Lanzo di Martina Franca (TA).
Si è eseguita una sua esplicita volontà, maturata da esperienze di vita, tali da guidarlo a questa scelta che rende noi Oblate di Nazareth grate e unanimi nella lode a Dio.
Questa villa discreta, che si estende nelle campagne boscose della Murgia tarantina, era la residenza estiva della famiglia Semeraro, dove la mamma Isabella, dolce e saggia, e il papà Carmelo, di professione architetto, rigoroso e autentico testimone di bontà e di fede, sin dall’infanzia avevano trasmesso ai figli una costante dedizione al Vangelo; essa fu assegnata a Mons. Alberico Semeraro, come “patrimonio sacro”, il giorno della Sua Ordinazione Sacerdotale (11 aprile 1925).
A questa dimora natale Egli ha sempre guardato con la riconoscenza di chi sa d’aver molto ricevuto sia spiritualmente, sia materialmente.
Per questa ragione è stata sempre al centro delle sue preferenze, come rifugio del suo spirito, sia nell’esercizio del suo ministero di sacerdote a Taranto, sia nel seminario vescovile e nella parrocchia del Carmine, sia a Oria, nell’impegno gravoso del suo ministero di Vescovo, così carico di opere e di responsabilità.

Altare della cripta del Fondatore.
Nel 1954 dette inizio alla fondazione dell’Istituto “Oblate di Nazareth”, generato e guidato nella preghiera, nel patire, nell’alternarsi di prove e di consolazioni, avvalorati da intuito chiaro, da perspicacia acuta, in perfetta obbedienza alla Chiesa, con le gravi responsabilità di un non facile cammino.
Così la dimora paterna del Vescovo, col nome di Villa Betania, fu riadattata nel 1958 per ospitare le suore nei diversi turni degli Esercizi Spirituali.
Dal 1964 divenne poi la Casa per soste benefiche di riposo e per equilibrare il lavoro e la preghiera.
L’ospitalità evangelica in Villa Betania era per tutti richiamo all’invito insistente di Mons. Alberico Semeraro a vivere ogni giorno le proprie responsabilità “come Marta e Maria: mani al lavoro e cuore a Dio”.
Non doveva perciò essere quella “la Casa” da lui sognata e voluta per il definitivo traguardo? Trascorsero gli ultimi anni del suo lento spegnersi nella malattia, durante la quale è stato sempre assistito dalle figlie, vigili e fedeli nella risposta devota e riconoscente.
Insieme al Consiglio Generalizio e con il benestare delle competenti autorità religiose e civili, si è così giunti alla decisione di seppellirlo nella nostra cripta, con l’incalcolabile vantaggio che questa “presenza” porta all’intero Istituto.
Tutte le sere, dopo le preghiere, le suore scendono per riceverne la benedizione, come si riunivano attorno a lui alle 21.00, per chiedere lo stesso dono, prezioso per ogni Oblata, vicina e lontana, e per un gran numero di amici.

Oblate in preghiera davanti alla tomba del Fondatore Mons. Alberico Semeraro.
Da un lato del sarcofago è posto il suo altare, usato sia a Taranto che a Oria, quando celebrava in privato, mentre le due vetrine contengono vari oggetti personali: dalle insegne vescovili alla corona del rosario, all’orologio papale e al bastone, in una; nell’altra alcuni oggetti, piccoli ricordi: la statuetta del Sacro Cuore poggiata sul tavolo da lavoro per oltre quarant’anni, il calice avuto in dono dal padre per la prima Messa, il breviario e altri oggetti di uso quotidiano.
Sopra il sarcofago c’è l’Evangelario, dono di Paolo VI e, a fianco, rose rosse, ornamento affettuoso e filiale con la strisciolina segnata dal nome di ciascuna Oblata, intercessione eloquente di una prolungata fioritura nel tempo dell’Istituto, fondato per obbedire alle esigenze dello Spirito.
Lo stemma episcopale con il motto “spes messis in semine” è al centro della tomba e si fa messaggio di speranza per un futuro con nuovi germogli offerti a crescere del Regno in ogni continente, nel servizio apostolico e missionario.
Sulla parete sinistra, le fotografie dell’intera famiglia Semeraro richiamano il passato che non si conclude con la morte, ma mira alla meta della risurrezione, già realtà perfetta in Cristo e nella Vergine Maria. Sulla parete frontale c’è il quadro della Madonna della Fiducia, la Madonna da Lui tanto amata e tanto pregata, con la scritta: “Dal primo all’ultimo giorno Madre mia, fiducia mia”.
Avere il nostro Fondatore a “Villa Betania” è gioia e conforto.
Villa Betania resta casa di preghiera, di spiritualità, di riposo per le suore anziane o stanche. Diventa anche casa di visite desiderate di sacerdoti o persone in cerca di incoraggiante ristoro e approdo colmo di senso umano e religioso, che il venerato Vescovo Alberico Semeraro non si è mai stancato di additare a chi crede nel valore costruttivo della carità e ne vuole sperimentare la fresca e inesauribile sorgente di pace.
Suor Filomena Gallo – Madre Generale Emerita
Contatti
Suore Oblate di Nazareth
“VILLA BETANIA”
Zona F, n. 106
74010 Lanzo di Martina Franca (TA), ITALIA
Tel: (0039) 080 449 00 10
Fax: (0039) 080 449 08 34




