E intanto gli orizzonti di vita per le Oblate in questi stessi ultimi anni vanno allargandosi straordinariamente.
Le aspiranti Oblate non giungono più dai piccoli centri delle provincie pugliesi, ma dalle zone più diverse dei vari Continenti della terra: America del Sud, Africa, Asia e precisamente da Brasile, Nigeria, India, Filippine. Mondi diversi, sconosciuti, spesso impenetrabili come la loro lingua, la loro storia familiare, la loro psicologia. E a questo flusso imponente di vitalità, di giovinezza, di diversità, di esigenze spirituali e di bisogni culturali nuovi corrispondono necessariamente trasformazioni strutturali e funzionali nelle varie Case dell’Istituto delle Oblate di Nazareth.
La Casa di Roma diventa importante e indispensabile, come mai si sarebbe potuto prevedere agli inizi: centro di smistamento per le giovani e le Oblate (partenze e arrivi dal vicino aeroporto di Fiumicino, innumerevoli corse per la città per la preparazione delle varie pratiche di espatrio e di ingresso) e centro di accoglienza e ristoro per tanti amici, vescovi e sacerdoti, di passaggio da Roma. In attesa di stabilire la Casa Generalizia, che già il Signore ha predisposto, la Casa di Ponte Galeria lavora a pieno ritmo.
La bella casa di Alberobello, fino al 1993 centrata soprattutto sulle attività educative dei fanciulli, si ristruttura per divenire non solo casa di accoglienza per anziane, ma sede del Noviziato, aggregando e sopraelevando l’adiacente “Villetta Mons. Contento”, dal nome dell’ex Arciprete defunto di Alberobello, che la donò con gioia all’Istituto.