Ma il momento più oscuro della notte non è anche quello in cui comincia l’alba del nuovo giorno?

In una fervida e serena lettera alle “sue buone figliole” del 15 novembre 1980, Mons. Semeraro mette in chiaro lucidamente sia le ragioni storiche della difficile ambientazione nella diocesi della Congregazione delle Oblate, sia le linee strategiche del suo futuro sviluppo.

“Siete nate per far fronte alle impellenti necessità di vita di una Chiesa locale in un certo tempo… ma questa disponibilità a un lavoro sostanzialmente complementare nella Chiesa locale (cosa che il Concilio ha incoraggiato parecchi anni dopo), se ancora oggi non trova facile comprensione, tanto meno poteva trovarla parecchi anni prima. Di qui una certa diffidenza, più o meno viva, e una certa ostilità da parte del clero diocesano verso la nostra nascente Congregazione, come se pretendesse di essere quasi un surrogato del Clero stesso…

Oblate di Nazareth in preghiera.

Oblate di Nazareth in preghiera.

Ciò che vi ha sorretto e incoraggiato, in questi duri anni, ad andare avanti, sono state le vostre giovani forze e un vivo senso di generosa donazione, di fede e di speranza cristiana. Desidero però che abbiate ben chiaro nella mente e nel cuore che il vostro carisma particolare e principale non è quello delle specifiche e grandiose attività che sono proprie di altre Congregazioni, le quali già le svolgono nella Santa Chiesa in larga misura. Tali attività dovete bensì essere pronte ad accettarle così come a lasciarle senza rimpianti, quando la stessa obbedienza ve lo chiede.

Ma, qualunque sia il genere di attività che dovete svolgere, lo spirito che deve animarvi è sempre quello che Maria SS.ma proclamò per sé stessa quando, all’Angelo che le esponeva i voleri di Dio, Ella dichiarò: Sono l’ancella del Signore, si faccia di me quello che mi dici”.