Se il chicco di grano caduto in terra non muore, resta solo; se invece muore, porta molto frutto.
Se cade sulla strada (Marco 4,4) non muore ma resta come era, finché animali nocivi lo divorano.
Se invece, caduto in terra buona, concimata di letame, si apre ad assorbire la parte utile di quegli umori ripugnanti e muore consumandosi nel nutrire il piccolo germe di vita che porta in sé, questo cresce e fiorisce portando molto frutto, (“e rende ora il trenta, ora il sessanta, ora il cento per uno” Marco 4,8).
L’Oblata di Nazareth è simile a quel chicco di grano.
Se, difendendo sé stessa, respinge critiche, richiami ed osservazioni che le si fanno, resta com’era e non porterà frutto.
Se invece considera l’ambiente in cui capita come predisposto per essa dal Signore, e si allena e si impegna decisamente ad accettare con “perfetta letizia” ogni asprezza ed umiliazione che le viene da altri, allora muore a sé stessa, per far crescere Cristo, che dimora in essa “come il germe vivo nel chicco di Grano” e porterà molto frutto.
8 dicembre 1978
+ Alberico Semeraro