Il desiderio di crescere nella vita interiore è un gran dono dell’amore di Gesù per noi: ma è un dono che Egli ci fa perché è buono Lui, non perché siamo buoni noi. A noi piacerebbe pensare che siamo buoni noi o che almeno ci diventeremo, in modo che potremmo sentirci contenti di noi stessi. Questo è invece un inganno della nostra superbia e del nostro amor proprio.

Noi non potremo mai essere contenti di noi stessi, come se dovessimo acquistare una virtù che sia virtù nostra.

Noi siamo come lo specchio: se è rivolto al sole diventa luminoso, ma non è luce sua, è luce del sole. Se lo specchio volta le spalle al sole per guardare a sé stesso e rallegrarsi perché splende, con ciò stesso perde la luce che gli veniva dal sole e s’accorge che di luce propria non ce ne ha affatto.

Ma non deve darci dispiacere il fatto che siamo senza virtù?

No, deve darci dispiacere il fatto che invece di guardare e pensare a Gesù ed al Suo Amore per noi, stiamo perdendo tempo col pensare a noi stessi: noi non avremo mai una luce che sia luce nostra, come lo specchio è lucente se è rivolto al sole, ma diventa oscuro quando sta dove è oscuro. Lo specchio non è una lampada che faccia luce da sé ma è luminoso solo quando è rivolto ad una luce che è fuori dallo specchio stesso.

L’amor proprio vorrebbe farci trovare una luce nostra, una virtù nostra e così ci fa perdere anche quella luce che abbiamo quando guardiamo solo al Signore, ricordando che noi non siamo che buoni a niente e peccatori. Non siamo lampade, siamo specchi; quando t’accorgi che sei debole, peccatrice e buona a nulla, ringrazia di cuore il Signore e dì: ”Come son contenta che Tu solo sei santo, o Signore!”.

E dalle altre che pretendi? Se invece di essere rivolte al Signore ed alla Sua bellezza, pensano a sé stesse ed alle sciocchezze della vita, diventano come te e peggio di te.

Ma se tu anche allora pensi al Signore ed alle persecuzioni, umiliazioni ed amarezze che ha incontrate per amor nostro, la tua anima prenderebbe un po’ della Sua luce, come lo specchio rivolto al sole, e le altre, vedendo te, finirebbero per accorgersi che in te c’è il Signore ed, a poco a poco, diventerebbe anche esse più unite a Lui.

Vedi come è curiosa la vita? Noi ce la pigliamo con gli altri perché non sono come dovrebbero essere e ci dimentichiamo che le altre diventerebbero migliori solo dopo che noi saremo rivolti stabilmente al Signore.

Comincia dunque subito e il Signore ti benedica.

5 dicembre 1981

+ Alberico Semeraro