Scopo della nostra vita consacrata come Oblate di Nazareth è principalmente quello di vivere ed agire come strumento vivo di Gesù che dimora in noi e vuol agire servendosi delle nostre membra messe ad esclusivo servizio del suo Amore, sia quando rivolge al Padre la Sua preghiera sia quando vuol servire ad aiutare le persone del nostro prossimo.
Perciò il nostro silenzio, prima di essere un mezzo di mortificazione, è lo stato di attenzione amorosa a ciò che Egli desidera e di colloquio intimo con Lui per regolarci sempre secondo i Suoi progetti di Amore Misericordioso verso quelli con cui trattiamo. Così eviteremo più facilmente i discorsi frivoli o di mormorazione, ed aiuteremo gli altri con lo stesso amore.
Il sacrificio di evitare le parole non gradite a Lui, onorerà il Suo silenzio di fronte ad Erode e quello di Maria ai piedi della Croce.
Tale silenzio sarà perciò anche partecipazione alla Sua Passione, autodominio personale, ed aiuto efficace alla nostra unione con Lui e con Maria, facilitando la nostra vita di preghiera in un mondo che non prega.
Questo silenzio personale sarà di richiamo e di aiuto amorevole anche per le Consorelle, specie nei tempi e nei luoghi dove esso è prescritto, mentre ci aiuterà a rendere più efficaci le buone parole e gli eventuali richiami che dovremo rivolgere agli assistiti delle nostre Case per gli anziani e per i bambini, che vivono giorno e notte nelle nostre case.
Sarà più facile osservare il silenzio, se si stabiliranno orari fissi anche per la necessaria ricreazione.
Alberobello, 4 settembre 1990
+ Alberico Semeraro