Avvicinandomi alla fine della mia vita in questo mondo, sento il grave dovere di aiutarvi ad aprire gli occhi della nostra mente e del vostro cuore su di una malattia spirituale che offende gravemente il Signore ed essendo malattia contagiosa, danneggia notevolmente anche quelli con i quali trattate.
Ciascuna si agita ed è scontenta per i disordini che può vedere intorno a sé, ma non riflette che i disegni di Dio sono molto più profondi dei nostri ragionamenti.
Vedremo che i difetti altrui, anche quando sono difetti veri e gravi per chi li ha, sono anzitutto un pressante invito a noi da parte del Signore per unirci più intimamente a Cristo Crocifisso, che potrà servirsi della nostra persona anche per aiutare gli altri, quando Egli vorrà.
Ricordate sempre che non con la critica ma con la comprensione e l’amore si diventa strumenti di Dio e si potranno aiutare gli altri a correggersi.
Non vi nascondo che sto soffrendo moltissimo nel constatare spesso, nella povertà e nell’umiltà di cuore.
In tutto il mese di settembre celebrerò la Santa Messa per ciascuna di voi e perché si ravvivi lo spirito di Nazareth in tutto l’Istituto e nell’anima di ogni singola Oblata.
30 agosto 1990
+ Alberico Semeraro