Si va a scuola per scoprire la propria ignoranza, per conoscere ciò che non si sapeva ed acquistare le qualità che ci mancavano.
La vita nostra in questo mondo è il periodo “scolastico” per la nostra anima che da sola non può crescere né completarsi.
Dio ha misurato la lunghezza della nostra vita, tenendo presente il tempo e le istruzioni necessarie, cioè le verità che dobbiamo ancora scoprire e le virtù che ci mancano e dobbiamo ancora conquistare, verità e virtù che non possiamo scoprire e conquistare senza l’aiuto altrui.
Una scuola senza maestro finisce per non essere una scuola, e chi a metà del tempo scolastico, ritenesse di sapere già tutto, resterebbe uno scolaro fallito.
La nostra vita in questo mondo e la sua durata è stata fissata dal Signore, tenendo Egli presente il tempo che ci occorreva per conoscere interamente ciò che ci è necessario conoscere.
L’ambiente in cui ci fa trovare nel corso dei nostri anni è quello che occorreva per scoprire le nostre deficienze ed impegnarci a superarle, sulla base dell’insegnamento e degli esempi che ci ha dato per mezzo di Cristo, il Figlio di Dio che si è fatto uomo, appunto a questo scopo.
Se sei vivo, dunque, è segno che sei ancora incompleto e che devi ancora acquistare idee che ti mancano e virtù che non hai.
L’ambiente in cui ti trovi è stato scelto dal Signore nella misura più adatta per scoprire ciò che ancora ti manca, sia in fatto di idee sane, sia in campo di virtù alle quali il Signore nel suo Amore per te, esige che tu arrivi: verità e virtù che non puoi conquistare senza l’aiuto di quelli ai quali ti ha affidato: ciò, perché non cadiamo nella tentazione di fidarci di noi stessi: perché io sappia che idee e virtù buone non nascono da me ma mi vengano da Dio, cioè da fuori di me. Il Signore me le fa arrivare attraverso l’aiuto delle persone alle quali mi affida e che, a loro volta, saranno capaci di dare solo nella misura in cui avranno accolto ciò che Signore ha fatto loro pervenire da fuori.
Ciò perché nessuno possa vantarsi di se stesso.
Qualcuno può presentare una obiezione: ma scopo della mia vita, non è il bene che devo fare agli altri, con le buone doti che Dio mi ha dato?
Dio ci ha creati per conoscerLo, amarLo e servirLo in questa vita, per goderLo poi nell’altra vita, nella vita eterna.
Questo è lo scopo fondamentale.
Aiutare il prossimo, dunque, non è lo scopo della vita, ma un mezzo importante per servire Dio.
Alberobello, 29 settembre 1989
+ Alberico Semeraro