Seminario di Campomarino
Era trascorsa appena una settimana dalla mia Ordinazione Sacerdotale, 24 luglio 1949, e mi portai in Episcopio, per salutare e ringraziare il Vescovo Mons. Alberico Semeraro per il dono dell’Ordinazione Sacerdotale ricevuta. Dopo i convenevoli, mettendomi a disposizione per qualsiasi servizio, mi disse: ”Da domani pòrtati a Campomarino e Maruggio e cerca di organizzare un gruppo di ragazzi per un turno di colonia diurna. Per quest’anno cominciamo alla meglio; per il nuovo anno cominceremo in tempo a preparare le cose: personale, locali, cucina, giochi ed attrezzature varie, in modo da poter avere ragazzi da tutte le Parrocchie, con una organizzazione più efficace e per un tempo più prolungato. Preparati dunque, perché sarai tu stesso a fare tutto”.
Il Seminario estivo di Campomarino, grandiosa costruzione rinascimentale, costruita da Mons. De Tommaso nel 1930 per le vacanze estive del Seminario Diocesano, requisito prima dai militari e poi devastato da vandali che avevano portato via inferriate, porte, finestre e persino diversi pezzi di tufo della recinzione, era stato ridotto in un modo pietoso.
Mons. Semeraro, che comprendeva il grande valore dell’immobile non solo dal punto di vista architettonico, economico ma soprattutto pastorale, per lo sviluppo delle attività diocesane, cominciò a fare progetti, non solo per riportarlo al suo primitivo splendore ma per utilizzarlo nel modo migliore. Cominciò a pensare ad un grande centro educativo per ragazzi e giovani che avrebbe potuto formare bravi cittadini per la Patria e buone vocazioni per la Chiesa.
Parlava spesso a tavola, in macchina, quando si andava per le diverse Parrocchie, di grandi ideali da realizzare. Già vedeva due grandi centri diocesani, uno di spiritualità e cultura a San Cosimo, l’altro di educazione e formazione per ragazzi e giovani, a Campomarino presso il Seminario.
La guerra aveva gettato scompiglio e disorientamento in tutti. La sua fine drammatica aveva lasciato in eredità una grande miseria, non solo materiale, ma anche morale, sociale e spirituale.
Cominciò la ricostruzione politica, economica, religiosa e morale. Mons. Alberico Semeraro ne fu, nel nostro ambiente, uno degli artefici principali con la sua preparazione intellettuale, spirituale, sociale e pastorale.
Venuto in Diocesi nell’agosto del 1947, col suo dinamismo dette alla Diocesi una nuova impostazione pastorale.
Con l’aiuto di Mons. Raffaele Ferrone prima e di Mons. Giovanni Mauro poi, fondò e sviluppò l’ A.C. nei suoi diversi settori: uomini, donne, gioventù maschile e femminile.
Si preoccupò di portare lo Spirito Cristiano nei diversi settori ed ambienti. Curò soprattutto la classe dirigente e gli animatori cristiani delle diverse categorie sociali; nacquero, con l’A.C., l’UCIIM, l’AIMC e movimento maestri di A.C., le ACLI, la Confederazione Artigiani, la Coldiretti, la Comunità Braccianti.
Rinnovò le strutture, la vita spirituale e culturale del Seminario Diocesano, curò il rinnovamento delle Parrocchie. Grande la sua ansia apostolica per tutti, dai piccoli ai giovani e agli adulti, dai contadini agli artigiani e agli operai. Incrementò la Catechesi e la Liturgia nelle Parrocchie. La Carità fu sviluppata con l’Opera Diocesana Assistenza (O.D.A.), precursore dell’attuale Caritas, che provvedeva all’assistenza materiale alle famiglie bisognose (che erano in maggioranza) con la distribuzione di pacchi viveri, con pasta, formaggio, legumi, ma anche agli operai dei diversi cantieri di lavoro.
Incrementò la cultura con incontri e conferenze; diede inizio ad una scuola di Teologia per la formazione dei laici presso il Santuario di San Cosimo, conclusasi con un riuscito Convegno Teologico-Culturale a Campomarino presso il Seminario. La sua attenzione fu rivolta soprattutto ai piccoli ed ai giovani, speranza della Patria e della Chiesa, non solo con lo sviluppo dell’A.C. giovanile, incrementata con la presenza di giovani richiamati da fuori Diocesi, ma anche con le famose colonie estive in Campomarino, dove si pensò di far nascere un Centro Climatico Moderno. Per questo ristrutturò, ingrandì, abbellì il vecchio Seminario rendendolo capace di ospitare fino a 400 ragazzi; lo arricchì di campi da gioco e palestre coperte e scoperte. Curò la formazione degli educatori, prima con i laici, poi con la formazione della Comunità Religiosa delle Suore Oblate, che volle come aiuto da fornire alle diverse Parrocchie e come sostegno all’attività dei Parroci.
Con Mons. Semeraro la Diocesi era diventata un grande cantiere non solo di lavoro materiale per la ristrutturazione dei locali, da quello di San Cosimo al Palazzo Vescovile, al Seminario di Oria e di Campomarino, ma anche di lavoro spirituale e pastorale. Con le diverse organizzazioni religiose, sociali, professionali, l’ansia pastorale, il dinamismo apostolico, i grandi movimenti e organizzazioni varie mise in movimento tutta la Diocesi, dalle Parrocchie alle diverse Comunità Diocesane, destando l’ammirazione delle autorità civili, religiose e militari che si compiacevano della dinamica attività.
Mons. Semeraro, specialmente per lo sviluppo dato anche a Campomarino, da dove è passata in quegli anni la maggior parte dei ragazzi e giovani della Diocesi, dette, infine, inizio anche ad una Colonia permanente con scuola elementare che doveva servire alla riabilitazione, al sostegno ed alla formazione di ragazzi e giovani disagiati.
Don Pietro Chirico – sacerdote