È vicino il tempo degli Esercizi Spirituali e vi invito a riflettere con spirito di fede e di amore a Maria Santissima a quanto ora vi espongo, perché si tratta di cose non nuove ma che diventano ogni giorno più necessarie.
Ognuna di voi veda in questa circolare un invito di Nostro Signore, invito ed avviso che è diretto personalmente a lei, per il particolare progetto d’amore che il Signore vuol in lei realizzare senza che passi il tempo giusto.
Devo anzitutto mettervi in guardia da una astuta tentazione diabolica.
Quando si tratta di argomenti già altre volte trattati, il nemico delle nostre anime ha subito pronta una osservazione: Queste cose già le sai a memoria. A che serve ripeterle ancora?
Occorre qui ricordare che Satana conosce a memoria tutta la Sacra Scrittura, tutti i libri ed i discorsi dei Santi, ma la sua volontà è contraria a metterli in pratica.
Il Signore ci giudicherà appunto su come abbiamo messo in pratica ciò che è stato insegnato; il fatto che mi comanda di ripeterle è segno che esige una messa in pratica di quelle spiegazioni.
Vediamo cos’è che manca tra noi.
Si nota in molte, una intolleranza, una scontentezza per i difetti altrui, una stizza ed una critica per quelle ospiti o bambini, consorelle, superiore, persone estranee, ecc. che non sono come voi vorreste.
Qualcuna qui mi chiederà: È cosa vorreste? Che fossimo contente per i loro difetti che sono veri difetti e spesso sono gravi?.
A chi mi fa tale domanda, rispondo subito che i difetti sono difetti ed il desiderio di vederli guarire è un buon desiderio: ma quel tipo di scontentezza e di critica non solo non aggiusta nessuno, ma rende veramente più cattivi appunto quelli che vogliono sanare quei difettosi.
Ho spiegato altre volte che i difetti sono una macchia che ci fosse sulla propria fronte: tutti la vedono, fuorché colui che la porta. Per vedere la macchia sulla propria fronte, però, può giovare uno specchio; per quelle dell’anima, per i difetti della propria persona occorre accettare l’aiuto altrui.
È chiaro però che prima devo darmi da fare per correggere i difetti miei, con l’aiuto di chi può aiutarmi, e solo poi aiuterò gli altri, per correggere i difetti loro.
Ciò per varie ragioni:
-Prima di tutto, perché sono i difetti miei quelli di cui io renderò conto a Dio;
-Perché ciò che mi fa fissare l’attenzione sui difetti degli altri è un difetto mio, al quale io penso poco o niente, mentre agli occhi di Dio è, a dir poco, cento volte più odioso e più dannoso di tutti i difetti altrui: è l’orgoglio, il primo e principale dei vizi capitali.
A chi critica i difetti altrui, dando poca importanza ai difetti propri, Gesù dice una cosa terribile: “Ipocrita, togli prima la trave dall’occhio tuo, e poi penserai a cavare la pagliuzza dall’occhio altrui”!
Anche S. Agostino dice: “Le persone prive di umiltà, quanto meno pensano ai propri peccati, tanto più si occupano di quelli altrui”. Infatti, cercano non che cosa correggere in se stessi, ma che cosa criticare negli altri.
Non potendo scusare se stessi, sono sempre pronti ad accusare gli altri.
Qualcuna dice: Ma sono quei difetti altrui che ci fanno perdere la pace!
Negli Esercizi Spirituali dobbiamo entrare con il proposito di attuare in pieno la parola di Gesù:
“Imparate da me che sono mite ed umile di cuore e troverete la pace per le anime vostre”.
Mitezza è dominio di se stessi, per cui si dice un fermo no alla propria collera verso gli altri, per capire invece e compatire ciò che negli altri merita compatimento. Umiltà di cuore è riconoscere che il Signore ci ha dato tanti doni, che non meritavamo affatto, e ce li ha dati non per crederci migliori degli altri ma per metterci a servizio dei nostri fratelli bisognosi di aiuto: doni che Egli ci mantiene in vita finché vuole e che perderemo quando meno lo crediamo, con la malattia, la vecchiaia, ecc. ecc. perché non ne siamo mai veri padroni: non ci danno diritto a criticare gli altri.
La pace nostra non deve dipendere dalla condotta degli altri ma dalla nostra unione a Cristo, che ci ha scelto come suoi discepoli per amare, compatire, pregare e soffrire per il bene di tutti, così come Egli ha fatto e continua a fare per noi. Egli infatti ha detto: “Questo è il mio comandamento ed in questo vi riconoscerete che siete miei discepoli, se vi amerete come io ho amato voi!”.
Non è dunque che non dobbiamo curarci dei difetti degli altri, ma dobbiamo farlo come Cristo, con Cristo ed in Cristo, cioè, amando, compatendo, pregando e soffrendo, ossia affrontando sofferenze ed umiliazioni insieme a Lui, come Maria ai piedi della Croce, per il miglioramento e al santificazione di tutti.
Per gli Esercizi Spirituali delle Oblate di Nazareth
O Vergine Maria,
resta tra noi e con noi,
in questi giorni,
come fosti presente alle nozze di Cana.
Con l’ansia del tuo Cuore Materno,
fa presente a Gesù, come facesti allora,
ciò che ci manca
perché la gioia nuziale della nostra consacrazione
diventi completa;
e tu stessa disponi, come anche
facesti in quella casa,
che noi, tue Oblate di Nazareth,
decidiamo, senza esitare, di mettere in pratica
qualunque cosa Gesù ci chiederà.
Non un ostacolo, ma un gradino
A Suor … perché camminando
all’oscuro, ma lasciandosi portare
per mano dal Signore
(che ci vede bene anche all’oscuro),
si possa accorgere che ogni cosa
in cui il suo piede viene ad urtare,
anziché essere un ostacolo da respingere
o un inciampo per cadere,
è un gradino
per salire più in alto.
31 maggio 1986 – Festa della Visitazione di Maria
+ Alberico Semeraro