Nel 1950 donna Carolina Strafella di Oria vendette a Mons. Semeraro la casa di piazza Lama, a condizione che lei continuasse ad abitarvici, con l’assistenza delle suore, vita natural durante. Così, l’8 dicembre dello stesso anno tre giovani si staccarono dal primo nucleo di aspiranti Oblate e si trasferirono nella casa dell’anziana signora, che assistettero amorevolmente fino alla morte. Contemporaneamente accudivano alle necessità del nuovo cantiere di lavoro che si era aperto per il parco di Montalbano. C’era infatti il progetto di costruire un grande edificio in prossimità della stessa casa: un Centro di Spiritualità per sacerdoti e laici, tra vecchio e nuovo, nel cuore di Oria.

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Aspiranti Oblate di Nazareth.

Le aspiranti Oblate cucinavano per gli operai, custodivano le attrezzature, innaffiavano gli alberi e le piante del parco, lavavano, stiravano, rammendavano la biancheria del Seminario e dell’Episcopio, oltre che assistere l’anziana signora ammalata. Frequentavano la chiesa di S. Lucia, alla quale potevano accedere attraverso il giardino, e venivano curate spiritualmente da Mons. Francesco Conti, cappellano della chiesa.